Novembre 2007

katina 071 novembre 2007 – Il Venerabile Dhammarama, abate del Tempio cingalese di Roma ci invita, insieme ad altri monaci Theravada, alla Cerimonia di Katina, cerimonia che segna la fine del ritiro estivo. Gentilissima, la comunità cingalese ci offre il pasto e alcuni doni. Su richiesta del Venerabile Dhammarama mi cimento in un discorso di Dharma, in inglese (!!!). Devo dire che me la cavo niente male, l’unico neo è che, profondendomi in ringraziamenti, ripetutamente chiamo l’abate con il nome del suo predecessore; nonostante le occhiate di avvertimento che Gyoetsu mi lancia.

Scritto da

ottobre 2007

passiottobre 2007 – Il mondo intero, ed io non faccio eccezione, rimane profondamente turbato dalle immagini dei monaci birmani che marciano pacificamente sotto la pioggia sfidando le autorità militari che schiacciano il paese sotto una delle dittature più feroci del pianeta. Si scatena un interesse mediatico per il Buddhismo senza precedenti: improvvisamente i monaci buddhisti sono richiesti dalle televisioni e dai giornali più di quanto non accada a Charlize Theron per gli spot dei profumi. L’Unione Buddhista Italiana cerca di far fronte alle richieste, almeno a quelle più serie, e Gyoestsu ed io partecipiamo ad alcune iniziative di solidarietà, fra cui la marcia silenziosa per Via dei Fori Imperiali cui si riferisce la foto. Tutta questa repentina ribalta mi fa supporre che nel giro di poche settimane, l’interesse per i poveri monaci birmani (che nel frattempo pagheranno duramente il prezzo delle loro gesta) diminuirà con la stessa velocità fino a scomparire. Intanto resta la sincera partecipazione della gente che si esprime con gesti ingenui ma calorosi, come quel signore che si mi stringe la mano e mi saluta commosso: “Tanti auguri per la vostra lotta”… ed io: “Ehm… grazie… faremo del nostro meglio. ” (!!!). Non mi è venuto niente di più intelligente da dire.

Scritto da

Agosto 2007

foresta1foresta214- 22 agosto 2007 – Campo estivo al Tempio della Gendronniére .

Questa volta come samu (lavoro) mi sono dedicato a quello che viene chiamato “foresta”. Dietro questo nome evocativo si cela un’attività che consiste nel caricare su un trattore i tronchi degli alberi che vengono tagliati nella bellissima foresta che circonda il tempio, e che vengono accatastati nella segheria. Come lavoro è bello tosto, ma il bosco è bellissimo, l’aria pura e la compagnia quella giusta. Inoltre la fatica fisica aiuta a concentrarsi sul momento presente e a lasciar cadere tutti i bollori e le ruminazioni della mente che inevitabilmente sorgono durante un ritiro di pratica.

Due cose importanti ho imparato: 1) E’ un lavoro che è meglio fare con una maglietta a manica lunga, altrimenti si formano sugli avambracci graffi e cicatrici degni di un aspirante suicida. 2) E’ impossibile cercare di salvare tutti quei lumaconi rossastri che continuamente si trovano sotto i piedi o peggio sotto le ruote del trattore. Si fa quel che si può.

Nelle foto, un momento del lavoro e un gruppetto di compagni di foresta: un tedesco di cui non ricordo il nome ma di cui ricordo la forza sovrumana, Adriana del dojo di Fossano, e in basso Tom Hannes, responsabile del dojo di Anversa, monaco molto preparato e molto simpatico.

Agosto 2007

caffe13 agosto 2007- Di passaggio a Parigi sulla via per il Tempio della Gendronniére per il consueto campo estivo.

 Gyoetsu ed io entriamo in un bar per un piccolo caffé. Il bar, in ogni dettaglio un tipico caffé parigino, è gestito da una famiglia di cinesi. Al momento di pagare il proprietario ci fa un gentile segno di rifiuto e ai nostri sguardi sorpresi ci indica una piccola statua di Buddha seminascosta in uno degli scaffali: avendoci riconosciuti come membri del sangha monastico ha deciso di farci dono di quella piccola tazzina di caffé. Abbiamo ringraziato a mani giunte e siamo usciti visibilmente toccati. Quasi subito mi sono chiesto: che cosa ho fatto di speciale per meritarmi questo dono ? In fin dei conti la mia pratica non si differenzia poi tanto da quella di un onesto praticante laico, a parte il fatto che mi raso regolarmente la testa e mi abbiglio con esotici paludamenti. Noi non siamo monaci del Vinaya che vivono in monastero e seguono centinaia di precetti. In pochi (sebbene fondamentali) aspetti la nostra vita si differenzia da quella del nostro vicino di casa. Che cosa, allora, fa di me una persona degna di ricevere un offerta?  A parte questo esame di coscienza che credo noi che ci fregiamo del titolo di monaci zen dovremmo regolarmente fare, mi sono reso conto di aver commesso un errore di presunzione: non era a noi che il devoto cinese aveva offerto il caffé… ma al Buddha !

Giugno 2007

simposio01simposio02simposio038 – 10 giugno 2007 –  Tempio della Gendronniére – Simposio sui Quaranta anni dello Zen Soto  in Europa.

Ci tenevo proprio a partecipare a questo convegno. Un’occasione unica di celebrare lo Zen in Europa e sopratutto di vedere riuniti insieme i più importanti maestri zen europei e giapponesi, praticamente una Woodstock dello Zen.

L’evento era importante in sé, al di là degli interventi, interessanti anche se a volte un pò soporiferi (complici il caldo, l’ora della digestione, …e anche avere la sala piena di  giapponesi che ronfano non aiuta) . Molto toccanti le cerimonie di commemorazione in memoria del Maestro Deshimaru e di coloro che hanno dedicato la vita alla diffusione dello Zen nel vecchio continente.

Questo incontro ha anche rinsaldato il legame con la Soto Shu giapponese, un legame ricco di futuri sviluppi.

Nelle foto alcune delle mie Zen Star preferite:  Shohaku Okumura ,  responsabile della Sanshin Zen Community in Bloomington, Indiana , la Reverenda Shundo Aoyama (la più acclamata) insieme a Imamura Genshu Roshi (direttore dell’Ufficio Europeo dello Zen Soto), il Maestro Roland Yuno Rech.

E’ possibile vedere una piccola clip di 4 minuti di questo evento presso il sito Buddhachannel.  

C’è anche su YouTube un servizio del telegiornale di France 3 in cui mi si vede in un attimo fuggente mentre ascolto le conferenze nell’eleganza del mio samu-e nero

Maggio 2007

27 maggio 2007 – Roma, Villa Torlonia. Cerimonia conclusiva della celebrazione della festa vesak07del Vesak.

E’ stata una settimana molto intensa alla quale il nostro Centro ha

partecipato in diverse occasioni: Annamaria Gyoestu ha condotto un atelier teorico e pratico su “Lo Zen e la Danza” , abbiamo inoltre tenuto una introduzione alla meditazione seduta. 
Per lo spettacolo finale il nostro Maestro di Tai Chi Chuan, An Tsuò, si è esibito  con la spada Tai Chi, e Maurizio Castè e il suo gruppo, che tante volte hanno suonato e recitato presso il nostro Centro per occasioni di solidarietà, hanno presentato un breve programma di musica popolare.

 Il mio compito era quello di coordinare la  Cerimonia delle diverse tradizioni buddhiste. La mia più grande preoccupazione era quella, essendo il palco nel bel mezzo di una spianata senza alcun riparo, che noi monaci, paludati come l’occasione richiedeva, ci squagliassimo lentamente sotto il sole cocente di un maggio eccezionalmente torrido.

Invece, proprio come il  grande serpente Naga che riparò il Buddha dalla pioggia durante la sua meditazione,  un gentile manto di nubi ci ha protetto durante tutto il tempo della cerimonia evitando così una pericolosa nonché inestetica cottura di teste rasate .

Aprile 2007

rizzettoAprile 2007 – Chiara di Prumiano, Toscana.  Gyoetsu con Diane Eshin Rizzetto, erede nel Dharma di Charlotte Joko Beck. Un modo completamente differente di intendere e praticare lo Zen . Forse ce ne sono quante sono le persone che si siedono sul cuscino. Comunque entrare in contatto con differenti modalità di praticare apre la mente e il cuore.

Aprile 2007

hanamatsuri1hanamatsuri28 aprile 2007 – Hanamatsuri, la Festa dei Fiori. La giornata in cui, nelle tradizioni del Buddhismo Mahayana dell’estremo oriente (Cina, Corea, Vietnam, Giappone) si celebra l’importante ricorrenza della nascita del Buddha Shakyamuni. Abbiamo riunito un gruppo di praticanti e amici e, come tradizione vuole, abbiamo eretto nel giardino del Centro un altare con una statua del Buddha bambino che è stata bagnata con acqua profumata e fiori in ricordo della pioggia che bagnò Siddharta al momento della sua nascita. Ha fatto seguito un pic-nic collettivo. Negli occhi di Federico, il figlio di Alfredo Daishin, tutta la semplice magia di questa bella giornata di primavera.

Dicembre 2006 – Gennaio 2007

29 dicembre 2006 – 14 gennaio 2007.

Viaggio in Birmania e Cambogia.


Da tempo Gyoetsu ed io desideravamo visitare il sud-est asiatico e finalmente abbiamo colto l’occasione.

Non ci sono parole per descrivere i colori, gli odori, le sensazioni, le emozioni che abbiamo sperimentato in questo viaggio .

Abbiamo preso aerei di ogni dimensione, pullman più o meno scassati viaggiando su strade polverose e accidentate, barche che attraversavano placidi villaggi fluviali, carretti trainati da ronzini in età pensionabile.

Abbiamo accarezzato decine di cani e gatti denutriti e dagli occhi buoni, e i buoi più dolci che io abbia mai incontrato.

Ci siamo inchinati davanti infiniti Buddha, alcuni enormi, altri minuscoli, alcuni simpatici, altri accigliati, altri buffi e curiosi, alcuni solitari, nascosti in templi in rovina, altri allineati in file interminabili, altri stretti in gruppi affollati e caotici.

birmania2Abbiamo parlato con i monaci, incuriositi della nostra tonsura e dei nostri abiti, abbiamo incontrato un Buddhismo a volte così distante da quello a cui siamo abituati, a volte così semplicemente universale.

  birmania1Ci ha colpito sopratutto la Birmania, con i suoi splendidi templi e pagode e sopratutto la sua gente, così semplice, gentile e profondamente devota al Buddha.

Per cercare di non cadere nei i luoghi comuni sul tema e per evitare di selezionare fra più di seicento foto scattate, ho scelto due immagini prese in una delle situazioni che più ci ha emozionato e commosso: il tramonto sul picco della Roccia D’Oro, uno dei principali luoghi di culto della Birmania.

Lì, alla luce di uno dei più bei tramonti mai visti, fra le candele, gli incensi, le preghiere e la grande devozione della gente, abbiamo toccato l’anima di una terra splendida e martoriata, profondamente impregnata della Fede nel Buddha, e ci abbiamo lasciato un pezzo del nostro cuore.